Thursday, June 28, 2007

LA DENUNCIA Cento centri, migliaia di psicologi in tutte le scuole per dare ai bambini psicofarmaci

di Donatella Papi

Sono attivi e operanti già 100 centri già accreditati dalle nostre istituzioni che curano con farmaci bambini vivaci o tristi, alunni che si distraggono o interrompono le lezioni, migliaia di psichiatri e psicologi in tutte le scuole stanno facendo test con domande anche agli insegnanti per individuare questi bambini e farne clienti di una nuova industria. Quella degli psicofarmaci per i minori. Quali minori? Quelli che una volta nei cuori sani e buoni della gente erano o Giamburrasca o David Copperfield. Simpatici e modelli. Adesso solo diversi e malati. Per interesse delle industrie? Forse negli Stati Uniti è così, Paese da cui sono partiti questi screening ma anche nazione che la democrazia l'ha inventata, prima del business. Ma in Italia, e in Europa, il rischio che lo spettro di un pazzo vero si aggiri e usi la psichiatria c'è ancora, purtroppo. Per cui ha ragione il Comitato dei Diritti Umani, l'Associazione che si sta battendo contro questa operazione massiccia, a dire che è pari a un "crimine contro l'Umanità". Allora, cos'è? Avanti, gente forte e coraggiosa. Non è solo l'antipolitica. E' la minaccia alla mente degli uomini. Il rischio di un nuovo olocausto di proporzioni gigantesche. Ecco perchè va fermato.

Per questo Comincia l'Italia è in prima linea insieme con tutti coloro di buona volontà.

Tutto inizia nel 2005 quando il Ministero della Sanità decide di lancire un programma operativo sulla depressione. Il presidente della Commissione Bicamerale sull'infanzia, Maria Burani Procaccini (Forza Italia), avalla che ci sono 800 mila depressi in Italia, di cui il 40% tra gli adolescenti.

Del programma fa parte il Progetto Prisma: la prima ricerca sui disturbi mentali in bambini e ragazzi. La ricerca viene condotta in 7 città italiane: Lecco, Milano, Roma, Rimini, Pisa, Cagliari e Conegliano. Vengono sottoposti a test oltre 5000 ragazzi di 40 scuole: 26 statali e 14 private. Ma il progetto contempla una popolazione assai più vasta.

La sindrome che si vuole monitorare è la Sindrome da iperattività e deficit d'attenzione" (Adhd). La diagnosi si basa sull'osservazione del comportamento del bambino e su alcuni test anche per insegnanti e i genitori, che comportano banali risposte ad alcune domande sulla capacità di concentrazione, sulla vivacità, sul grado e modalità di partecipazione. E' molto attivo, si distrae, interrompe? Nulla più. Ma qui iniziano i problemi.

Quella che sembrava una vasta operazione di assistenza ai problemi dei bambini e di supporto agli insegnanti prende il volto di una schedatura di diversi. Alcune associazioni e genitori, insieme con insegnanti e amministratori regionali e provinciali, ravvedono nei test criteri non garanti e pericolosi.

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Ne abbiamo parlato con Margherita Pellegrino, una insegnante.

Margherita, con la sua esperienza, come considera questi test?
"Assolutamente inadeguati a valutare il benchè minimo disturbo della personalità che pure potrebbe venire da esperienze vissute o che il bambino vive, da fattori psicologici. Ma non è certo patologica la vivacità, l'esuberanza, o al contrario la solitudine, la difficoltà a seguire un discorso. Queste sono manifestazioni che una buona scuola e una buona insegnnate sanno capire e aiutare":

Invece cosa accade secondo i nuovi protocolli?
"Che bambini assolutamente normali sono considerati 'malati' o comunque 'diversi'. Prima viene loro praticata una terapia di gruppo. Se non superano il test, vengono indirizzati presso centri e vengono loro anche somministrati psicofarmaci".

Quanti bambini sono stati già trattati e quanti sono a rischio?
"Le statistiche compilate dopo gli screening parlano di un 10% di soggetti a rischio. Una percentuale altissima. I bambini curati dicono sia lo 0,5% ancora".

Ma tutto ciò è partito dal ministero della Sanità e dal ministero della Pubblica Istruzione, cioè c'è una responsabilità chiara. La politica e le istituzioni tutte sanno, approvano e autorizzano?
"Non capisco come un parlamento che pure è diverso e opposto su questo tema così sconcertante non abbia marcato la differenza. Anzi, c'è stata una continuità. Nel febbraio 2007 c'è stato un provvedimento legislativo che ha di fatto istituito i centri di osservazione dei bambini iperattivi. E sta per essere approvata una legge, in luglio, che vuole istituire la dislessia come malattia. Mai accaduto che una malattia psichiatrica diventasse tale per legge".

E cosa fa la vostra associazione?
"Il CCDU grazie al nostro Presidente, Roberto Cestari, ha partecipato alla realizzazione insieme con altre associazioni non profit ad una delle più grandi campagne nel campo della salute mentale , "Perchè non accada". Alla Scala di Milano il 27 ottobre 1800 persone hanno partecipato a un concerto di solidarietà. Come vede c'è attenzione e una discreta consapevolezza. Ma credo che sia necessaria una mobilitazione ancora più grande: di genitori e di cittadini è auspicabile. Per questo ci siamo rivolti anche al vostro giornale. Dare gli psicofarmaci è sempre grave, ma a un bambino che ha il dono della vivacità o la sfortuna di una tristezza, è una violazione dei diritti umani".

E lei perchè se ne occupa, come insegnnate?
"Anche. Ma soprattutto perchè ho una sorella alla quale, tanti anni fa quando la medicina era ancora più oscura, fu diagnosticato un grave deficit di apprendimento. In realtà era chiusa e parlava il dialetto siciliano stretto. Gli psicofarmaci le hanno distrutto la salute, i pregiudizi hanno fatto il resto. E' cresciuta nell'impossiboilità di studiare, di frequentare gente per la vergogna, è cresciuta davanti alla televisione. Cosa vuole sia rimasto di una persona? E' per lei e per evitare che ad altri bambini sia negata una vita dignitosa che faccio questa battaglia. Nel cuore e nella consapevolezza della gente".
d.p.

3 comments:

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